lunedì 11 febbraio 2008

Quanto poco fu il tempo per descriverti
e meno ancora
quello che serviva a viverti.

sabato 9 febbraio 2008

Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello
su un'estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno -
principessa, quando tornerai?

Il tuo cuore e il mio
sono due parti in fiore,
che unisce l'arcobaleno.

sabato 2 febbraio 2008

immagine

Calma, calma questo cuore agitato,
tu, notte tranquilla di luna piena.
Troppe gravi preoccupazioni,
più e più volte
gravano sul mio cuore.
Versa tenere lacrime
Sopra brucianti pene.
Con i tuoi raggi argentati,
portatori di sogno e di magia,
morbidi come petali di loto,
o notte, vieni, accarezza
tutto il mio essere
e fammi dimenticare
tutte le mie pene.

Elena a 3 anni

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste

Misi il mio sogno in una barca
e la barca in mare;
- dopo aprii il mare con le mani,
per far naufragare il mio sogno.

Le mie mani ancora sono bagnate
del blu delle onde dischiuse,
e che il colore grondante dalle mie dita
colori le sabbie deserte.

Il vento sta arrivando da lontano,
la notte si piega per il freddo;
sotto l'acqua va morendo
il mio sogno dentro una barca...

Piangerò quanto sarà necessario,
per far ingrossare il mare,
e arrivare la mia barca in fondo
e il mio sogno far sparire.

Dopo, tutto sarà perfetto:
spiaggia rasa, acque ordinate,
i miei occhi aridi come pietra
e le mie mani infrante.

martedì 29 gennaio 2008

Ma la paura era questo?

Non i minacciosi
fantasmi del pensiero e della coscienza.
Non i lunghi corridoi d'ospedale
con tubi fluorescenti giorno e notte.
Neppure il tremore d'irrealtà
che rimane nell'anima se ricordi.

La paura, sembra, è quieta:

arriva quando chiudi la finestra
e capisci che tutto quanto guardi
è lo stesso di ieri, e lo stesso
sarà domani e per sempre.

domenica 27 gennaio 2008

Colori



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L'arte non riproduce
ciò che è visibile,
ma rende visibile ciò
che non
sempre lo è.

sabato 26 gennaio 2008

A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermata
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stato mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stato.
Con te, ritornarci.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stato
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stato con te
si va solo con te, attraverso te.

venerdì 25 gennaio 2008


lunedì 21 gennaio 2008

E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita.

domenica 20 gennaio 2008

immagine
Poichè ha vissuto intensamente la propria vita,
l'erba secca richiama ancora l'attenzione di chi passa.
I fiori semplicemente fioriscono,
e lo fanno nel miglior modo possibile.
Poichè nessuno vede il giglio bianco nella valle,
egli non deve dare spiegazioni a chicchessia:
vive solo per la bellezza.
Gli uomini, però, non possono convivere con il "solo".

Se i pomodori volessere essere meloni
si trasformerebbero in una farsa.
Mi sorprende davvero tanto
che molta gente si impegni
per voler essere chi non è:
che piacere si può provare trasformandosi in una farsa?

Tu non hai bisogno di fingere che sei forte,
non devi sempre dimostrare che tutto sta andando bene,
non puoi preoccuparti di ciò che pensano gli altri.
Se ne avverti la necessità, piangi:
è bene che tu pianga fino all'ultima lacrima
(poichè soltanto allora potrai tornare a sorridere).

giovedì 17 gennaio 2008

Il mio amore era così unico
come il cielo iridato di una goccia
di rugiada, in un fiore dell'alba.
Il tuo sole mi colpì nel sangue,
evaporò la rugiada,
e restai senza cielo.

mercoledì 16 gennaio 2008

Tu eri un'immagine tracciata sul cielo azzurro pallido,
forse una bambola,
forse una goccia di luce caduta da un sogno.
Ti chiamo, ma siccome ti ho persa l'eco della mia voce ritorna.
Vorrei riacchiappare il tempo,
ma la polvere dorata della sua corsa mi resta fra le dita.
All'improvviso ti ho persa,
eppure non era all'improvviso;
avevo già perso il calore della tua mano nella mia mano,
poi ho perso il dolce peso della tua mano sulla mia palma,
poi la tua mano.

Se almeno avessi dormito tutti i tuoi sonni,
avrei potuto vedere tutti i tuoi sogni.

martedì 15 gennaio 2008


Ricordo bene il suo sguardo.
Attraversa ancora la mia anima
Come una scia di fuoco nella notte.
Ricordo bene il suo sguardo. Il resto…
Sì, il resto è solo una parvenza di vita.
Ieri ho pesseggiato per le strade come una qualsiasi persona.
Ho guardato le vetrine spensieratamente
E non ho incontrato amici con i quali parlare.
D'improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
così triste che mi è parso di non poter
vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.

Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.
Mi duole vivere in una situazione di disagio.
Debbono esserci isole verso il sud delle cose
Dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
né al giorno del mese o della settimana che è oggi.

Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d'offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale
che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.